Basta sul serio fare pensieri positivi per sentirsi meglio?
Sicuramente sarà capitato anche a te in un momento di sofferenza che qualche amico ti abbia detto di pensare in positivo oppure di vedere il classico bicchiere mezzo pieno.
Che poi, diciamoci la verità, pensare positivo sarà anche facile a dirsi ma è la cosa più difficile da fare quando stai soffrendo o provi rabbia.
Quando la nostra mente è impegnata nei suoi vagabondaggi quotidiani è difficile ricondurla deliberatamente ad un pensiero piacevole.
E infatti farlo richiede tante energie da parte del nostro cervello. Questo è il motivo per cui molte persone non sono disposte o sono incapaci di farlo.
Trova i tuoi pensieri felici… con un aiutino in più!
Come direbbe Peter Pan, hai bisogno dei tuoi pensieri felici per tornare a volare. Ma a volte un aiutino che possa rendere più facile questa esperienza non guasterebbe. D’altro canto neanche Peter Pan volerebbe senza l’aiuto della polvere di fata! E allora quale potrebbe essere la nostra polvere di fata?
Alcuni ricercatori hanno tentato di scoprirlo in uno studio in cui i partecipanti sono stati contattati 4 volte al giorno per 7 giorni e gli è stato chiesto di valutare ciò a cui stavano pensando (esperienza positiva, negativa o neutra). Successivamente, si chiedeva loro di impegnarsi in pensieri piacevoli. Alcuni partecipanti però prima di iniziare lo studio avevano buttato giù una lista di cose su cui si sarebbero divertiti a pensare o di ricordi piacevoli.
Questa lista poteva poi essere utilizzata come “aiuto” nel pensare a cose piacevoli. I partecipanti che avevano con loro la lista di pensieri positivi hanno trovato l’esperienza più semplice e divertente.
“Guarda il lato positivo” “pensa a qualcosa di più divertente” e “vedi il bicchiere mezzo pieno” sono solo parole vuote per il nostro cervello che è sostanzialmente un pigrone. Ha bisogno di un aiutino in più. Come è stato dimostrato nello studio, avere una lista di cose che ci rendono felici e di cui siamo grati risulta maggiormente efficace.
Ora fermati.
Richiama alla mente i tuoi pensieri felici.
Per me ad esempio sarebbe più o meno così:
- Tazza di tè bollente, coperta, candele accese e film
- Serata con amici e giochi da tavolo
- Viaggiare
- Cucinare per qualcuno che amo
- Trekking nella natura selvaggia
Se ti va puoi anche scriverli su un pezzo di carta.
Non so tu, ma a me dopo aver buttato fuori questa brevissima lista in 5 punti è spuntato un accenno di sorriso.
Ecco, se volessi massimizzare questo effetto potresti renderla una bella abitudine e usare un Diario della Gratitudine.
Puoi usare un semplice quaderno oppure se è la prima volta che lo fai e non sai cosa scrivere se ne trovano molti in commercio.
Questo di Amazon ad esempio è molto carino;
Poi c’è questo della bravissima Denise Dellagiacoma che è sinonimo di garanzia;
Se poi ti va di unire il potere della manifestazione a quello della gratitudine non posso non consigliarti il Manifestation Journal di Cate e Vero (rispettivamente @Wewilders e Veronicatestacoach su IG)
Quindi, pensare volontariamente a qualcosa di positivo aiuta? Sì e no. Vedilo come un piccolo boost occasionale.
Possiamo allenarci a evocare pensieri piacevoli? Sì, e in questo la scrittura è un mezzo potentissimo.
Questo vuol dire che dobbiamo allontanare le emozioni negative richiamando alla mente pensieri positivi? No e non sarebbe giusto farlo perché ogni emozione che si fa spazio dentro di noi va ascoltata.
Richiamare alla mente momenti felici può aiutare, certo, ma non possiamo utilizzare il pensiero positivo come panacea dei mali della nostra vita. Dobbiamo, invece, imparare a chiederci: “Cosa sta accadendo?” “Cosa richiede la mia attenzione adesso?” “Cosa ha bisogno di essere accettato?”.
E poi con gentilezza e senza giudizio ci mettiamo in ascolto dei nostri pensieri, emozioni e sensazioni.
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