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Come ritrovare un rapporto sereno con l’alimentazione

Il cibo ha una valenza nutritiva ma…non solo!

Immaginiamo di tornare a casa dopo aver trascorso una giornata particolarmente piena e stressante al lavoro: abbiamo litigato col nostro capo, il collega a cui avevamo chiesto un favore si è dimenticato di farlo e, per di più, abbiamo perso l’autobus per tornare a casa.

Torniamo a casa e la prima cosa che facciamo è fiondarci verso il frigorifero. Non ce ne rendiamo neanche conto ma in men che non si dica abbiamo in mano la vaschetta di gelato che era rimasta in freezer.

Penso sia capitato a tutti noi di ricorrere a del cibo per consolarsi alla fine di una giornata che sembrava non finire mai.

Ma andiamo a dare più da vicino un’occhiata al perché lo facciamo.

Il potere consolatorio del cibo

Ognuno di noi ha delle strategie che mette in atto quando si sente triste o ansioso: andare a fare una passeggiata, ascoltare della musica, parlare con un’amica e così via. Il problema sorge quando abbiamo una sola strategia a nostra disposizione: ricorrere al cibo!

Questo non vuol dire che dopo una brutta giornata non mi posso “consolare” con una bella porzione di gelato. Tuttavia, se la risposta che metto in atto è sempre questa, nascerà un condizionamento:  emozione negativa= cibo

Così, tutte le volte che proverò un’emozione negativa ricorrerò al cibo. E più volte apriremo quella vaschetta di gelato, tanto più tenderemo a farlo in modo automatico. Vuol dire che mi troverò di fronte al frigorifero senza neanche essere consapevole del perché lo sto facendo.

Dopo averlo mangiato, però, mi sentirò ancora peggio per via dei miei pensieri auto-giudicanti (“ingrasserò” “chissà quante calorie ho assunto” “diventerò una balena”) e, quindi, ricorrerò nuovamente al cibo per tollerare la frustrazione.

Spezzare le catene e uscire da questo circolo vizioso

Questi automatismi esercitano un grande potere su di noi proprio perché sono inconsapevoli e, in quanto tali, ci controllano.

Dunque, il primo passo da fare per uscire da questo circolo vizioso è proprio quello di divenire consapevoli di queste strategie che mettiamo in atto.

Una volta divenuti consapevoli, ciò che dobbiamo fare non è altro che riappropriarci di quella che nella mindfulness viene definita saggezza interiore. Questo vuol dire riprendere confidenza con i segnali che il nostro corpo ci invia ma a cui noi siamo ormai divenuti sordi.

Arrivati a questo punto vi starete chiedendo come fare per raggiungere questo obiettivo. Vediamolo insieme.

Il percorso di Mindful Eating ci viene in aiuto

Esiste un protocollo chiamato Mindful Based- Eating Awereness Training (MB EAT). Esso consiste in un modo nuovo di rapportarsi all’alimentazione fondato sulla mindfulness.

Grazie a questo percorso riusciremo a portare piena consapevolezza nei confronti degli alimenti che selezioniamo e saremo in grado di operare scelte più consapevoli.

 Infatti, si stima che circa il 50-60% della popolazione manifesti un qualche comportamento alimentare disfunzionale, rientrando nella categoria di quella che comunemente chiamiamo “fame nervosa”.

4 benefici che può darti il percorso MB EAT

Il motivo per cui ci è capitato di riacquistare i kili persi con la dieta non è legato alla dieta in sé. Questo avviene perché mangiamo senza consapevolezza!

Vediamo allora alcuni tra i benefici più importanti che un percorso di Mindful Eating può darci:

  1. “Il sabato sera pizza!” Ti ci riconosci? Beh, è quasi una regola indiscussa dell’italianità. Ecco cosa intendo quando parlo di automatismi. La mindfulness ci insegna a riconoscere tutte le nostre abitudini alimentari, quelle che abbiamo perché siamo abituati così e non perché ci va.
  2. “Il mio problema è che sono troppo golosa”. Con questo percorso imparerai a non dare più tutte queste colpe al gusto: semplicemente come ti piace ascoltare la musica che ti piace, ti piace mangiare i tuoi cibi preferiti
  3. Alzarsi da tavola con una sensazione di gonfiore poco gradevole può capitare a tutti. Se però avviene durante ogni pasto allora la mindfulness può venirci in aiuto. Come? Re-insegnandoci ad ascoltare i segnali provenienti dal nostro corpo e a riconoscere così quando siamo sazi senza andare oltre quello di cui abbiamo bisogno.
  4. Amarsi e accettarsi senza giudizio. C’è motivazione migliore di questa?

Se anche tu vuoi tornare ad amarti, puoi iscriverti al mio percorso di Mindful Eating, che ti accompagnerà per 9 incontri alla scoperta di un modo nuovo di relazionarti al cibo.

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