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Sì, il Black Friday è una truffa

Ama le persone usa gli oggetti, perché il contrario non funziona mai.

No, non ti parlerò di prezzi gonfiati e poi deprezzati per finta. Né di capi di 3 stagioni fa riportati in auge giusto per la settimana del Black Friday. Penso che queste cose siano ormai sotto gli occhi di tutti.

La riflessione che, invece, vorrei fare è più profonda e riguarda quel senso di inadeguatezza che ci spinge a comprare sempre di più al ritmo veloce del consumismo. Un ritmo così veloce che, oltre a distruggere il nostro Pianeta, non ci dà neanche il tempo di riflettere su cosa ci serve e cosa no.

Personalmente ho abbracciato il minimalismo da un po’ ma la strada è ancora lunga. Essere minimalista per me vuol dire avere più tempo da dedicare alle persone che amo e ai miei interessi. Non passerei mai le mie domeniche chiusa in un centro commerciale a comprare cose che non mi servono. E applico lo stesso principio alle mie relazioni: mi circondo solo di persone che danno valore alla mia vita.

Se ti va di approfondire l’argomento mi sento di consigliarti il profilo di Spazio Grigio.


Vuoi conoscere un po’ di dati? Sapevi che circa il 70% delle nostre spese va nelle tasche di sole 3 compagnie: Facebook, Google, Amazon?

Questi reinvestono per creare pubblicità online sempre più intelligenti e anticipatorie. Si stima che nella casa di un americano medio ci siano circa 300.000 oggetti.

La maggior parte delle campagne che vedi sui social media punta sul Deficit Advertising. E’ quella sensazione di essere inadeguati se ci manca l’oggetto X:

“se avessi…sarei felice”.

Il messaggio sottostante è che così come siamo non andiamo bene e le pubblicità fanno leva su questo.

Avere un approccio minimalista può richiedere impegno ma ogni oggetto che deciderai di acquistare avrà una sua ragion d’essere, sarà necessario.

Prova a chiederti quanti doppioni hai in casa. Mentre scrivo questo articolo sulla mia scrivania campeggiano circa una trentina di penne e 5 quaderni. Sì, ho un problema con la cancelleria e so che non sono l’unica.

Quindi il primo passo per avvicinarsi al minimalismo è prendere consapevolezza di cosa ci serve davvero e cosa invece no. Contrariamente a quello che si sente dire, essere minimalisti Non vuol dire avere case vuote ma case al cui interno ci sia solo quello di cui abbiamo davvero bisogno.

Questo consente anche di sgomberare la mente da ciò che è inutile e concentrarsi su ciò che da valore alla nostra vita. E noi trentenni sappiamo quanto questo sia importante.

Perché abbiamo vissuto in case piene di oggetti, dove c’era il servizio buono che si usa solo per gli ospiti e un soggiorno chiuso a chiave dove magari non potevi neanche entrare per il timore di rompere qualcosa.

Ho letto una frase da qualche parte che mi ha fatto riflettere.

I genitori Millennial sono bambini da cameretta che stanno crescendo una generazione di bambini da soggiorno.

Riflettici…

Stiamo ripensando i nostri spazi, il nostro modo di educare i figli, di abitare il mondo, di portare avanti i nostri scopi.


Lo so, mettere in discussione tutto può farti sentire confusa, sopraffatta e senza sapere da che strada iniziare. Ma è proprio da questi momenti di rottura che si prende lo slancio verso una nuova versione di se stessi. Più autentica.

Se senti il bisogno di fare ordine non solo nei tuoi spazi esteriori, ma anche nel tuo mondo interno IRIS ti accompagna verso una vita che ti faccia dire “sì, sono felice e soddisfatta” senza alcuna esitazione. Un viaggio tra intuito, strategia e creatività per ritrovare chiarezza e armonia nella tua vita.

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